Archivia per 5 Novembre 2007

05
Nov

Internet a Venezia

Sono appena tornato da un weekend veneziano.
Venerdì pomeriggio, mentre la mia ragazza aveva una lezione di filosofia orientale ( :-D ), mi sono fatto accompagnare alla biblioteca universitaria.
Sono stato particolarmente colpito nel vedere che i Pc messi a disposizione avevano installato Sun Solaris. Nota negativa il fatto che appena c’era un problema (esempio il mal funzionamento del mouse), hanno appeso un cartello del tipo “Computer rotto, usarne un altro”.

Allora provo a collegarmi a Internet con la mia Ubuntu.
Mentre cerco di connettermi alla rete, spero di non dover fare i salti mortali per connettermi, e di avere la possibilità di fare come in università da me, impostare un proxy, loggarsi, e via come il vento.
Appena connesso accedo alla pagina dell’università. Inizio a leggere e già nelle prime due righe è spiegato che per connettersi a internet è necessaria una VPN. Per Linux ci sono da scaricarsi due archivi e compilarne uno. Attenzione, però il sistema non è compatibile con tutte le distro.
Io tranquillo inizio la mia installazione, sicuro che la mia Ubuntu non faccia scherzi, e mentre compilo i binari, esce “inaspettatamente”, a causa di file o cartelle non trovate nell’archivio scaricato prima.
Allora la mia pazienza vacilla e inizio a smanettare per mezz’ora, senza risultato. Inifine, con la poca pazienza rimasta, vado dal tecnico della biblioteca, e chiedo aiuto.
Appena apro la shell fa:”Oddio da terminale!!”. Lo guardo male e spiego il problema. A quel punto Mr. Capisco al volo mi fa: “Ma cosa ti serve? Sei connesso, c’è scritto qua”, e mi indica l’icona del wireless, senza capire.
Con le speranza ridotte all’osso, rispiego il mio problema, e, incredibile a dirsi, gli si illumina la faccia, e capisce. Dentro di me non sto più nella gioia, e chiedo:”Come si fa??” e lui con il sorriso in faccia, e una faccia da angioletto mi risponde: “Credo che nessuno si sia mai riuscito a connettersi con Linux da qua. Anche un mio amico ci ha provato per mezza giornata.”.
A quel punto, incazzato nero dalla risposta, me ne sono andato.
Dopo aver sbollito la rabbia mi sono posto alcune domande,a cui non sono riuscito a trovare una risposta. Se qualcuno è in grado di aiutarmi a risolvere questi dilemmi, ne sarò felice:

  1. come è possibile che in un luogo pubblico mettano sui Pc un sistema operativo open-source, e non creino/modifichino un modo per far connettere chiunque abbia solamente un sistema diverso da Windows ( per i Mac non ho idea)??
  2. ma con criterio mettono i bibliotecari? non gli insegnano nemmeno un minimo sulle apparecchiature presenti??